GILGAMESH

 

Eroe, guerriero o divinità?

Se lo chiede tanta gente, probabilmente,

ed IO, dopo tanto peregrinare,

 ho trovato, finalmente, chi conosce la verità … (?!)

su colui il quale era ossessionato

dalla ricerca dell’immortalità!

 

… “Lo splendido gruppo di stelle che costituisce la Costellazione di Orione è situata accanto alla Via Lattea, si estende da tutti e due i lati dell’equatore celeste e per questo è visibile in ogni parte del globo ed è così simile ad una figura umana che in ogni tempo e da ogni popolo è stato sempre identificato con una divinità, un eroe o un guerriero. Dal 425 avanti Cristo (a.C.), i Greci hanno scelto di identificarvici Orione, l’uomo più grande e bello del mondo, figlio di Euriale, la figlia di Minosse, re di Creta e di Poseidone, il dio del mare, dal quale ottenne il dono di poter camminare sulle acque, e raffigurato in cielo mentre, armato con una clava e rivestito con una pelle di leone, affronta un toro, rappresentato nella confinante costellazione, sebbene di questo combattimento non si fa parola nella loro mitologia. La nascita di questo asterismo è infatti molto più antica, risale ai Sumeri che l’associavano al grande eroe Gilgamesh, e chiamavano la costellazione URU.AN.NA (luce del cielo) e quella del toro GUD. AN.NA (toro del cielo). Sappiamo con certezza che Gilgamesh fu un giovane re di Uruk, appartenente alla prima dinastia (circa 2600 a.C.). La sua opera più famosa fu la costruzione delle mura di Uruk, come è menzionato nel poema “l’Epopea di Gilgamesh” e confermato da un successivo re della città, Anam, il quale, parlando della ricostruzione delle mura, le definisce “un’antica opera di Gilgamesh”. Il poema, formato da 12 tavolette di argilla trovate durante il secolo scorso a Ninive, tra le rovine del tempio di Nabu e della biblioteca di Assurbanipal, si apre con una breve dichiarazione sulle imprese e sulle fortune dell’eroe, un prologo che presenta Gilgamesh come un grande saggio e sapiente, come colui che fece un lungo viaggio alla ricerca dell’immortalità e che, esausto e rassegnato …”

(Fonte e seguito: http://planet.racine.ra.it/testi/orione.htm)

tornò a casa

(fatto, questo, assoluta-mente necessario)

e raccontò tutto nel suo diario,

una tavoletta d’argilla … che ancora, intensa-mente, brilla …

… come nel passato …

VA … MA POI RITORNA … 

(http://serpente-piumato.blogspot.it/2016/09/ritorna.html)

… “In qualsiasi tradizione, ed in particolare in quella Egizia, la costellazione di Orione viene spesso vista come un uomo che cammina a grandi passi. I Greci lo vedevano come un cacciatore e molte altre culture come un gigante. Secondo la mitologia Egizia le divinità provengono dalla costellazione di Orione, e più precisamente da Sirio, la stella più luminosa del cielo. Gli antichi Egizi, in particolare, credevano che da Sirio ed Orione provenissero degli esseri con fattezze umane; che Osiride ed Iside abbiano dato inizio alla razza umana. Sirio ed Orione, in particolare, rappresentano Iside ed Osiride. Per gli antichi Egizi Osiride era Orione. Per gli antichi Egizi Orione era chiaramente collegata alla creazione, soprattutto a quella magica. Nell’antico Egitto Orione ed Osiride sono la stessa identica cosa. Gli Egizi credevano che Osiride un giorno avrebbe fatto ritorno da Orione. Tutte le culture antiche erano convinte che qualcuno un giorno sarebbe ritornato; dopotutto ancora oggi noi aspettiamo che qualcuno faccia lo stesso.” …

(Fonte: http://anticoastronauta.blogspot.it/2013/08/archeoastronomia-i-monumenti-egizi.html)

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