RE-ALI?

 

Ho letto una storia curiosa,

su un antico re innamorato perduta-mente della sua sposa …

ad Ella, dolce, sensuale, sinuosa, avrebbe dedicato versi a iosa …

 

Dicono si chiamasse Salomone,

ed il suo Amore per Lei

sarebbe stato talmente appassionato

che da tantissima gente viene tutt’oggi ricordato,

essendo stato inserito in un libro d’una nota religione

(cui sarebbe contenuta una presunta verità)

destinato a chi, per seguire una certa dottrina,

avrebbe dovuto vivere per sempre in castità …

 

Quella povera gente, evidentemente,

non ha ancora compreso, vera-mente,

quale fosse la sua originale funzione …

e cioè ricordare che la mistica unione

è qualcosa d’assolutamente naturale

che può accadere in ogni istante, a quelle persone

che scelgono d’abbandonare la religione,

colpevole di vincolarle al dogma del bene e del male …

 

Non mi credi? Allora, probabilmente,

devi ancora sperimentare la compassione

per poi approdare, libera-mente,

al Nuovo Paradigma Spirituale …

 

Solamente dopo, finalmente,

potrai comprendere che:

se il Re rappresentasse il maschile

(il Sole, lo yin, la mente, Giuseppe, Gesù …)

e la regina il femminile

(la Luna, lo yang, l’anima, Maria, Miryam …)

sarebbe naturale ed intuitivo pensare che

la prole, cioè la discendenza …

rappresenterebbe l’equilibrio tra le due metà

(l’io risvegliato, Super IO, Supercoscienza …)

quella meravigliosa esperienza,

anche definita mistica,

di cui esistono infinite testimonianze

provenienti da un’antica conoscenza

 

Capace, addirittura,

di creare una potente energia

che si muoverebbe dal basso verso l’alto,

attorcigliandosi come nell’amplesso

di due serpenti in amore

i quali, raggiunta la sommità,

ritrovano lo stupore

ed iniziano a provare, per chi li ha creati,

profonda riconoscenza …

 

 

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9 risposte a RE-ALI?

  1. cometeduale ha detto:

    Sì, è così, probabilmente,
    che viene originato ogni nuovo …
    https://astronascenteblog.wordpress.com/astro-nascente/

  2. Daniele ha detto:

    … “Per i poveretti che hanno perso il senso immenso della Vita” …
    http://serpente-piumato.blogspot.it/2017/03/poveretti.html

    🙂

  3. emozionilibere ha detto:

    Abbi pazienza
    ma a questo punto
    chi è ossessionato dalla conoscenza,
    non può non chiedersi:
    “Tra androgino
    https://astronascenteblog.wordpress.com/androginia/
    e gender …
    https://apostatisidiventa.blogspot.it/2017/06/con-francisco-mi-lado.html#more
    qual è la differenza?”

    Probabilmente,
    chi ha fatto personalmente quell’esperienza,
    potrà affermare con coscienza:
    – l’androginia è propria della mente risvegliata
    che ha preso una saggia decisione …
    – l’appartenenza a questo o quel genere (gender),
    di quella ancora addormentata,
    che continua a trastullarsi nell’indecisione …
    http://chesignifica.net/che-significa-gender/
    http://www.rivistastudio.com/standard/mim-weisburd-essere-gender-fluid/
    https://www.osservatoriogender.it/capire-il-gender/significato-teoria-gender-cosa-afferma/

  4. Pingback: L’APOSTOLA | La Nuova Era

  5. L'amico Mauro ha detto:

    SOPHIA
    Sapienza 7: 21-27

    Tutto ciò che è nascosto e ciò che è palese io lo so, poiché mi ha istruito Sophia, artefice di tutte le cose.

    “In Lei c’è uno spirito intelligente, santo, unico, molteplice, sottile, mobile, penetrante, senza macchia, terso, inoffensivo, amante del bene, acuto, libero, benefico, amico dell’uomo, stabile, sicuro, senz’affanni, onnipotente, onniveggente e che pervade tutti gli spiriti intelligenti, puri, sottilissimi.

    Sophia è il più agile di tutti i moti; per la sua purezza si diffonde e penetra in ogni cosa.
    È un’emanazione della potenza divina, un effluvio genuino della gloria dell’Onnipotente, per questo nulla di contaminato in essa s’infiltra. È un riflesso della luce perenne, uno specchio senza macchia dell’attività divina e un’immagine della sua bontà.
    Sebbene unica, essa può tutto; pur rimanendo in sè stessa, tutto rinnova e attraverso le età entrando nelle anime sante, forma amici di Dio e profeti.

    Sophia: La Dea della Saggezza e la sposa di Dio

    Chi è Sofia? Letteralmente il suo nome, dal greco, significa saggezza. Lei rappresenta la saggezza nel divino. E’ il cardine centrale della creazione e rappresenta l’aspetto femminile di ogni cosa. E’ stata venerata come la saggia sposa di Salomone dagli ebrei, la regina della saggezza e della guerra (Atena) dai greci, ovvero quale Spirito Santo dai cristiani.

    Il suo nome si pronuncia sew-fee’ah in Greco, è conosciuta come Chokmah in ebraico, Sapientia in latino, ed anche il nome della celtica Sheela na gigs si traduce con saggezza. In qualità di Dea della saggezza e del fato molti sono i suoi volti: la madonna nera, il femminino divino, la madre di dio dei cristiani gnostici.

    Sophia è l’anima femminile della divinità giudaico cristiana, sorgente di puro potere.
    E’ la madre della creazione: il suo consorte e assistente era Jehovah. Il suo sacrario, Hagia Sophia ad Istanbul, è una delle sette meraviglie del mondo. Il suo simbolo, il calice, rappresenta lo spirito. In un’icona mediorientale appare incoronata di stelle, ad indicare la sua assoluta divinità.
    Di lei si parla nei libri della bibbia. Ci sono molti riferimenti nel libro dei proverbi, nei libri apocrifi di Sirach e nel libro della sapienza di Salomone (accettati da cattolici e ortodossi).

    Viene costantemente associata con il saggio Re Salomone ( I Re 4:29-31 ci dice che dio diede la saggezza a Salomone e che lui divenne più saggio di tutti i re dell’est e di tutta la gente saggia di Egitto.
    La saggezza 8:2, 16, 18 ci dice che Salomone fu sposo di Sophia. Uno dei tanti simbolismi attribuiti al cantico dei cantici è quello che parla del matrimonio di Salomone con la Sacra Sophia. Saggezza 9:8-11 ci dice anche che Sophia insegnò a Salomone a costruire il tempio).

    Sophia è il sacro divino femminile nel suo aspetto di saggezza. Il suo Amore è destinato a colmare non la fame del corpo né i bisogni dei sensi, bensì la sete di conoscenza, di crescita e di elevazione ed evoluzione spirituale, tutto ciò che andiamo cercando quando abbiamo risolto i bisogni primari.

    Sophia offre il dono della saggezza, ed il suo archetipo ci conduce all’immagine di un femminile non basato solo sulla riproduzione e maternità, ma su un aspetto raramente discusso, ovvero l’intelligenza e il potere cosmico della forza vitale.

    Sophia è là, quando noi vediamo la nostra vita come un cammino verso la conoscenza. Lei presiede all’apertura mentale, è il ponte tra lo sconosciuto e il conosciuto. Lei ci liberà dalla schiavitù dell’ignoranza per vivere nella luce della Sapienza.

    “Sofia è la sapienza e come tale è luce nella luce, e la luce appare sempre priva di umido sentire e di notte feconda. Ma Sophia è tale proprio perché ha già in sé le qualità della luna, il movimento crescente e decrescente dell’anima. Lei è l’istinto trasformato in Amore, l’amore trasformato in Conoscenza.

    E’ l’acqua delle acque, la luna delle lune, come Venere è stella del mattino e regina dei mari.
    Non c’è paternità in Sophia, né nelle altre divinità a lei analoghe.
    Ella è unica come Miria, la meravigliosa, che generò ogni cosa amando sé stessa, come Gea che nella mitologia è madre e al tempo stesso sposa di Urano, come Iside che è sorella e amante di Osiride.
    E’ la saggezza che viene dal cuore, l’io sento (luna) congiunta all’io sono (sole).
    Sophia è il giglio, il loto, il fiore siderale, la candida rosa, la divinità interiore della donna che la guida verso trasformazioni sempre più alte. Lei è la forma che unisce le parti divise, la sintesi da cui è derivata l’analisi e che torna a farsi nuovamente sintesi. È il tutto che è più della somma delle parti, è l’insieme la cui forma dà vita ad un concetto nuovo, ad una nuova intuizione”

    Sophia: l’esilio e il ritorno

    Sophia personifica la saggezza, che nelle antiche tradizioni era legata all’integrità che si esercitava nell’ambito del commercio, in politica e nella corte reale.

    Nel corso della storia, il fatto che aspetti etici e conoscitivi fossero di guida nella vita in luogo della dottrina – delle regole rivelate – divenne un problema.
    Nella saggezza è l’individuo al centro, nel suo rapporto con il sapere luminoso che riside nel suo cuore e nella sua mente. Sophia rappresentava dunque un aspetto problematico per il potere religioso e fu infine esclusa dalle dottrine monoteiste.
    Con l’esilio di Sophia si può dire che si diede inizio a quella alienazione di cui soffriamo ora, come individui moderni, nel senso di perdita, di tradimento, e di abbandono. Ciò che è stato esiliato è l’anima vitale, il genio o daimon, come viene chiamato da Hillmann.
    La strada per risvegliare questa Luce inizia quando prendiamo consapevolezza della nostra vita.
    La vitalità esprime l’integrità e intelligenza della forza vitale il cui risveglio pone fine all’esilio, rivelando che Sophia non solo è divina ma è la sorgente delle immagini divine, la psiche umana.

    In origine gli ebrei erano devoti a Sophia.
    Il re Salomone la pose nel tempio come dea Asherah.
    Tuttavia dopo le riforme di re Josiah, si rischiò che il culto di Sophia subisse un arresto e questo divenne più di un rischio allorchè la cristianità patriarcale prese piede nel mondo. Invece anche allora, grazie alla sua continua presenza nel mondo e nella bibbia, il culto di Sophia proseguì nella tradizione dell’Est, come testimonia la costruzione del Sacrario Hagia Sophia, e nel servizio liturgico cattolico russo a Sophia, collegato all’assunzione di Maria il 15 maggio.

    La chiesa ortodossa russa ha anche dato inizio ad una scuola di sophiologia per esplorare la teologia di Sophia senza contraddire l’ortodossia cattolica russa. Ma i cristiani dell’est non solo i soli a venerare Sophia. Sophia era molto probabilmente venerata dai recenti seguaci della Via, e la sua venerazione è sopravvissuta nell’ Ovest nella forma di Gnosticismo e nella Cristianità esoterica.”

    ©Tiziana Chierotti
    https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=491048181229916&id=215004605500943

  6. Pingback: IL FIGLIO | La Nuova Era

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