Conscio ed inconscio

CONSCIO ED INCONSCIO

 … “Qualcuno è morto: sei molto addolorato, ma con la
mente pensi che non è da uomo piangere e singhiozzare. Sembrerebbe debolezza,
ed hai sempre dato un’immagine di forza all’esterno. Tutti ti conoscono come un
uomo di volontà: come puoi piangere? Questo è da donnetta, per cui reprimi le
lacrime. Vogliono uscire, vogliono sciogliersi e scorrere, ma tu le reprimi.
Quelle lacrime diventano veleno, perché il tuo organismo voleva farle uscire e
tu le hai represse. Continui a sorridere. Il tuo cuore piange e si dispera, ma
tu continui a sorridere.

Cerchi di conservare un’immagine. Non riesci ad
essere naturale. Non puoi permettere al tuo cuore, al tuo corpo, alla tua mente
di funzionare naturalmente. Continui a manipolarli. Scegli cosa esprimere e
cosa reprimere. Quella parte repressa diventa l’inconscio. Di fatto non esiste
un inconscio. Ma poiché reprimi delle cose e le reprimi profondamente… tu
stesso non ne vuoi essere consapevole, non vuoi esserne cosciente, perché
sarebbero un peso insopportabile per la mente. Quindi continui a scordarle.
Continui ad essere inconsapevole del fatto che esistono, ne scordi l’esistenza,
e con le tue stesse mani crei un inconscio all’interno del tuo essere.

In questo modo sei diviso, ti scindi in due. La parte
rifiutata si trasforma nell’inconscio e la parte accettata nel cosciente.

 

Fonte: OSHO
– “La dottrina suprema” – Una via alla consapevolezza e all’Amore
(pag.
44-47).

© 1983 International copyright by Osho
International Foundation – Edizione tascabili Bompiani 02/2009.

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5 risposte a Conscio ed inconscio

  1. bisbetica ha detto:

    certo che è così.viviamo nel tentativo di somigliare all\’immagine di noi, dimenticando quale sia il nostro reale sentire… anzi, non dimenticandolo – magari fosse così – ma negandolo, relegandolo. ecco perchè parlo di intelligenza intesa come capacità e volonta di guardare e guardarsi.se piangessimo – riprendendo il tuo post – dovremmo anche affrontare le conseguenze del pianto, lo sguardo altrui, la non corrispondenza a ciò che si aspettano da noi, forse il biasimo…chi ha questa forza? solo chi sia ama, chi ama sé a tal punto da ritenere che tutto questo sia un suo diritto 🙂

  2. Gilgamesh ha detto:

    Allora è semplice … basta essere noi stessi … quelli veri!Buona giornata.

  3. Rebecca ha detto:

    Mi domando perche dovrei piangere se qualcuno di mie cari muore.. Secondo me la morte non esiste, ovviamente anche secondo altri persone la morte non e quello che la maggior parte pensa.. non e una fine ma un nuovo inizio.. comunque se uno va da qui, allora dobbiamo essere felice per lui, perché e arrivato nella prossima dimensione c’è la fatto.. beati loro che sono già li… Pif

  4. Gilgamesh ha detto:

    Ciao Rebecca. Sono d\’accordo con Te circa il fatto che la morte non esiste. Ma, personalmente, credo che essa sia l\’incubazione di una nuova vita. Essere felici per chi ci lascia, sicuramente aiuta quell\’anima a raggiungere in fretta "l\’altra sponda". Ma da quel luogo si ritorna assumendo un altra veste (come piace a Gilgamesh), un altro corpo (vedi reincarnazione o metempsicosi) fino a completare il cammino che ci porterà in uno stato evolutivo più avanzato. Questo è ciò in cui Io credo.Gilgamesh

  5. giudi ha detto:

    Io faccio ciò che mi sento di fare..S\’è piangere allora piango.Il pianto è lo sfogo del cuore..e quindi perché reprimerlo?Non ci penso nemmeno.Serena giornata gil

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